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Disciplina degli scarichi delle acque reflue umbria

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  1. Direttiva Tecnica Regionale Disciplina degli scarichi
  2. Relazioni sull'attuazione della legislazione
  3. Direttiva Tecnica Regionale: Disciplina degli scarichi delle acque reflue
  4. Acque reflue

La presente direttiva disciplina sul territorio della Regione Umbria, ai sensi disciplina degli scarichi delle acque reflue urbane, lo scarico di. Con D.G.R. del 24/04/ la Regione Umbria ha aggiornato la Direttiva tecnica regionale: "Disciplina degli scarichi delle acque reflue", la quale prevede,​. Vista la Direttiva Tecnica Regionale “Disciplina degli scarichi delle acque reflue” approvata con. DGR bazyoussef.com del XX/09/;. • Visti i criteri metodologie e. Direttiva tecnica regionale per la disciplina degli scarichi delle acque reflue - approvazione. LA GIUNTA REGIONALE. Visto il documento.

Nome: disciplina degli scarichi delle acque reflue umbria
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Regolamento Regionale del 12 ottobre , n. Campania Ord. Deliberazione della Giunta. Adozione Piano di Tutela delle Acque. Emilia Romagna P.

Il decreto, oltre a disciplinare gli scarichi mantenendo valori limite di concentrazione per le varie sostanze contenute nelle acque reflue, concentra l'attenzione sulla qualità del corpo idrico recettore e prevede lo sviluppo di attività di monitoraggio per la quantificazione del danno ambientale esercitato dall'uomo, offrendo le basi per la ricerca di sistemi di depurazione "appropriati" in base a specifici obiettivi di qualità delle acque naturali. Il decreto legislativo 3 aprilen.

Direttiva Tecnica Regionale Disciplina degli scarichi

Il Piano contiene l'individuazione degli agglomerati urbani. La direttiva stabilisce uno scadenzario che gli Stati membri devono rispettare per adeguare gli agglomerati urbani ai criteri stabiliti dalla stessa direttiva, in quanto a reti fognarie e sistemi di trattamento delle acque reflue. Il trattamento cui devono essere sottoposte le acque reflue urbane è infatti funzione della "sensibilità" delle acque recipienti. Gli Stati membri sono responsabili del controllo degli scarichi provenienti da impianti di trattamento nonché delle acque recipienti.

Essi devono provvedere affinché ogni due anni le autorità nazionali competenti pubblichino un rapporto di valutazione che deve essere trasmesso alla Commissione Questionario UWWTD e devono elaborare e presentare alla Commissione programmi nazionali di attuazione della direttiva. L'esistenza di un agglomerato è indipendente sia dall'esistenza di un sistema di collettamento sia di un impianto di trattamento.

Il concetto di agglomerato, quindi, include anche quelle aree in cui la presenza antropica è sufficientemente concentrata ma al momento dell'individuazione risultano prive di sistema di collettamento fognario.

Anch'esse dovranno pertanto essere perimetrate e adeguate. Inoltre, al fine di assicurare il rispetto della Direttiva anche nel futuro, è necessario tenere conto, nella progettazione di sistemi di collettamento e degli impianti di trattamento, anche della crescita prevista della dimensione di ciascun agglomerato individuato. Allo stesso modo, più sistemi di collettamento possono essere connessi allo stesso impianto.

Il carico totale di acque reflue generato da un agglomerato esprime la dimensione dell'agglomerato in termini tecnici ed è il primo e principale criterio per la determinazione dei requisiti di collettamento e di trattamento delle acque reflue e dei conseguenti obblighi di reporting verso la Comunità Europea.

Gli Stati Membri devono accertarsi che il metodo applicato per definire la dimensione degli agglomerati non conduca ad alcuna sottostima del livello di trattamento da applicare né del volume totale da trattare.

Deliberazione della giunta Regionale del 28 dicembren. Circolare Regionale del 04 Agoston. Regolamento Regionale 24 marzon.

Regolamento, nel rispetto delle disposizioni del decreto legislativo 11 maggion. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche.

Relazioni sull'attuazione della legislazione

Delibera di Giunta regionale 5 aprile — n. Legge Regionale 12 dicembren. Legge Regionale del 02 settembren.

Legge Regionale del 10 maggion. Legge Regionale del 28 dicembren.

Direttiva Tecnica Regionale: Disciplina degli scarichi delle acque reflue

La Giunta regionale, con delibera n. Normative Regione Umbria Allegato A — Buone pratiche per la gestione ambientale delle aree produttive ecologicamente attrezzate — La gestione delle acque meteoriche Legge Regionale del 23 febbraion.

Legge Regionale del 22 giugnon.

Legge Regionale del 30 novembren. Decreto del Presidente della Giunta Regionale del 04 dicembren. Disciplina delle acque meteoriche di dilavamento e delle acque di lavaggio di aree esterne L. Decreto del Presidente della Giunta Regionale del 20 febbraio n.

Delibera della Giunta Regionale 09 giugnon. Modulistica per la presentazione delle domande di autorizzazione per gli scarichi di acque reflue domestiche soggetti alla riapertura dei termini e definizione di criteri e indirizzi per lo svolgimento dei relativi procedimenti amministrativi.

Legge Regionale 07 aprilen. Legge regionale del 29 dicembren. L egge regionale del 03 luglion. Definisce i limiti allo scarico per il Cromo VI Legge regionale 26 marzon. Modifiche introdotte dalle LL. Regolamento Regionale del 09 dicembren. Disciplina delle autorizzazioni.

Acque reflue

Deliberazione del Comitato Istituzionale n. Legge Regionale del 19 luglion. Delibera della Giunta Regionale del 15 Luglion. Legge Regionale del 15 Maggion. In applicazione degli articoli 4 e 14 della legge 10 maggion. Modificata dalla Legge Regionale del 25 maggion. Decreto del Presidente della Giunta Regionale del del 11 novembren.

Decreto del Presidente della Giunta Regionale del 17 dicembren. Legge Regionale del 27 marzon. Abroga e sostituisce gli articoli 7 e 21 quater comma 3.


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