Bazyoussef

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Brusco amami amami scarica

Posted on Author Mazujora Posted in Software

  1. Amami amami
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  3. Si fa presto a dire... Brusco

Amami Amami Lyrics: Brusco / Brusco / Brusco (x2) / Bru-Brusco / Amami amami / Ci vediamo dopo, chiamami (Ok) / Amami, amami / Alle 10 in punto pensami (e. Brusco Brusco Brusco (x2) Bru-Brusco Amami, amami amami, pensami. Forse è vero che il simile attira il simile perchè abbiamo lo stesso modo di ridere. Leggi qui il testo "Amami Amami" di Mina e Adriano Celentano, primo singolo estratto dall'album "Le Migliori". Disponibile anche il video. Formati, Download digitale · Certificazioni · Dischi d'oro · Italia (vendite: 25 +). Mina - cronologia. Singolo precedente. —. Singolo successivo. A un passo da te. (). Amami amami è un singolo del duo di cantanti italiani composto da Mina e Adriano Celentano.

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Poiché dai sogni bisognerebbe liberarsi per vedere nella luce una speranza, cercai in altro vigore di uscire dalla prigione. La luce era andata via persino nelle strade. Al tempo di Pandemia a chi chiedere soccorso per la mia anima?

Stizzose le finestre verso gli astri mi lasciavano al crudele mondo. Per non morire presi a dare un senso ai tic leggeri. Ogni tic un respiro. Ogni Tac una cosa che svegliava in me la fame.

Tacevo trepidate pur di capire cosa nel passaggio tra i mondi mi avesse preso il sangue.

Nemmeno una certezza. I muri tutti sembravano caduti come a una guerra. Poi il nulla. Senza vedermi mi sentii al confine tra anima e il suo segreto. Stavo fuggendo o rimanendo? Di tutte le voci ricordavo solo una … quella che mi chiamava per nome, un nome allora a me sconosciuto. Oramai non mi importava più capire quale. Il bruciore era cessato.

Annientata dallimbarazzo, non risposi e continuai a fingere. In fin dei conti per te sono solo unamica. Daniele mi ha detto che fai ancora luniversit. Hai chiesto informazioni su di me a Daniele?. Oh, interessante disse passandosi un dito sulle labbra intento ad asciugarsi una piccola goccia di caff. Questo un colpo basso pensai alzando gli occhi al cielo. A proposito dellaltra sera Mi dispiace di averti messo in quella situazione. Se lho fatto, perch me lo sentivo. Lo so ma Alessandro pieg le labbra in un armonio sorriso allungandosi verso la mia chioma arruffata.

Sei cos innocente Sofia sussurr. Io sono tutto quello da cui dovresti stare lontano. Dove vuole arrivare?. Che cosa significa tutto questo?. Significa quello che ho detto afferm tornando gelido. Dopo aver finito i caff, ci alzammo contemporaneamente dal tavolo e senza accettare obiezioni, Alessandro pag il conto.

Sono tutto quello da cui dovresti stare lontano ripensai cercando di sentire ancora la sua mano ferma sui miei capelli.

In quel momento potevo nascondermi ovunque, anche in capo al mondo mala verit era una sola. Io lo volevo. Con passo elegante torn nella mia direzione. Posso accompagnarti a casa?

No, credo che ci metterei di meno andando in metro. Non vorrei che qualcuno ti facesse nuovamente del male. Perch cos fissato sulla mia sicurezza?. Grazie, di tutto dissi guardandolo negli occhi. Lo rifarei ancora. Che cosa? Sospirai sorpresa. Perch mi stava dicendo quelle cose? E tutto quel discorso di stare lontani?

Perch continui a confondermi?. Capisco, beh allora buon lavoro Di riflesso Alessandro mi afferr per il braccio trascinandomi a pochissimi centimetri dal suo viso. Spero di vederti venerd al Millennium disse accarezzandomi la guancia.

In quel momento linterruttore dellautocontrollo si spense del tutto portando i miei parametri vitali fuori uso. Deglutii a fatica la saliva. Non so se verr In quel momento la calda bocca di Alessandro sinsinu sulla mia guancia molto vicino allangolo della mia bocca.

Come posso stare lontano da te?. Reagii dinsito e ricambiai il gesto dandogli un bacio sulla sua perfetta bocca. Il contatto contro la sua bocca, provoc un leggero formicolio estendendosi in tutto il corpo. Che cosa mi stai facendo?. Mi staccai allistante e diventai rossa come un pomodoro. Oddio che cosho fatto?. Portai le mani alla bocca Scusa Sofia aspetta! Non lo ascoltai e scappai via il pi veloce possibile lontano da lui.

Iniziai a correre come una pazza spaventata inseguita da un killer seriale. Oddio che cosho combinato?. Arrivai a casa ancora con il fiatone e senza salutare Sun, corsi in camera. Appoggiai la borsa sul letto e presa dallansia andai in bagno a guardarmi allo specchio. Le mie guance erano completamente arrossate e al tatto erano persino bollenti come se avessero la febbre.

Disperata, affondai il mio viso tra le mani. Mi sciacquai la faccia cercando di lavare via la vergogna del mio bacio rubato ad Alessandro. Accidenti a te e alla tua impulsivit! No, accidenti!.

Per Sun non bast la mia frase piena di rassicurazioni fasulle e senza dire nulla fece irruzione in bagno. Il suo sguard valeva pi di mille parole. Che ti successo? In momento le mie guance tornarono a essere fuoco allo stato puro. Nulla perch? Hai corso per caso?. Iniziai a mordicchiarmi il labbro superiore. Non potevo nasconderle laccaduto; Sun un cane segugio addestrato a farmi dichiarare la verit su ogni cosa. Oddio Sofia, qualcuno ti ha fatto del male?

No Sun, davvero Sun accigli la fronte e socchiuse i suoi piccoli occhi a mandorla in due fessure strette. Non hai risposto al messaggio. Alessandro tartagliai ancora sconvolta.

Sun cominci a guardarmi incredula. Che cosa?. E lho anche baciato aggiunsi sotto shock. Sun, pi sconvolta di me atterr sul puffo vicino alla porta. E lui che ha fatto?. Non gli ho dato modo di reagire, veramente non lho nemmeno guardato in faccia terminai asciugandomi il viso.

Sofia Botticelli, questo da te non me lo aspettavo!. Venerd non verr alla festa! Non ci pensare nemmeno per scherzo, o giuro che ti ci porter con la forza!. Ho ancora un giorno per pensarci Innanzitutto fai un respiro profondo In amore che? E un proverbio coreano per caso?. No, la tattica che sto adoperando con Daniele. E sta funzionando?. S, non mi lamento afferm paonazza. Credo che istigare la gelosia sia la tecnica giusta da usare.

Entrambe iniziammo a ridere come due liceali che si scambiano tecniche di seduzione. Ora che cosa far con Alessandro?. Tu dici?. Certo, ne sono convinta. Posso non venire?. Sun inizi a guardarmi storto. Perch non importa se riesci a sfuggire loro, alla fine tornano sempre a trovarti. Questo era un proverbio coreano! No, non lo era nemmeno questo. Cambiando discorso il colloquio andato bene, hanno scelto me. Oh Sofia, sono cos felice! Il tuo sogno sta prendendo forma.

Venerd arrivo in fretta; le ventiquattrore di gioved passarono come se tutto il mondo facesse parte di un time lapse pi veloce del normale, e la festa al Millennium si avvicinava sempre di pi.

In aggiunta, dopo le lezioni avrei dovuto accompagnare mia madre a fare shopping. I miei piedi iniziavano gi a sentire la fatica e il dolore di una giornata di spese pazze con Sara Vitti, la regina della casa e del fare acquisti. Perch ho accettato di partecipare a questo supplizio?. La scorsa estate quando ero a casa, spesso e volentieri mia madre ed io guardavamo un programma su Real Time condotto da due fashion stylist professionisti, e pi di una volta osservando come anche lei partecipava attivamente nello scegliere lo stile.

E poi cera lui, Alessandro, il bello e dannato Mr. Tenebroso e il nostro bacio rubato da me forse contro la sua volont. Signori e signori ufficiale, ho violentato lunica persona che nella mia vita mi sia mai filata. Signorina Botticelli? Mi sente?. Riconobbi subito laccento inglese della professoressa Carla Thompson intenta a spiegare la sua tesi sulla sociologia giornalistica - in altre parole: Che cos la notizia.

Stai bene? Annu leggermente. S, non preoccuparti. Sembravi assorta in un altro mondo comment la mia amica preoccupata. Come potevo dargli torto? I miei pensieri erano totalmente unanimi, e la mia vocina interiore sapeva perfettamente quello che il mio corpo voleva: Alessandro.

Che bacio a parte mi considerava solo unamica, almeno questo quello che ha detto al suo ex dipendente, Fabrizio. Inizialmente Mr. Tenebroso era stato avvistato al suo locale con una ragazza bionda dalla lunga coda di cavallo, quindi, chi lei? La sua fidanzata? Oddio mi scoppia la testa. Mi raccomando ragazzi, luned voglio che mi portiate tutte le informazioni inerenti agli argomenti trattati oggi, e soprattutto non voglio sentire scuse a riguardo, intesi?

Tutta laula rispose con un s leggermente forzato. Per fortuna venerd affermai esasperata pensando al lavoro che tutti noi avremmo dovuto fare a casa questo weekend. Non me lo dire! Anche se stata la nostra prima settimana, direi che ci hanno massacrato per bene. Dopo aver riordinato la nostra postazione, tutti noi uscimmo dallaula dirigendoci verso i vari punti ristoro posti al di fuori dellUniversit, o invece chi preferiva rimanere allinterno dello stabile si appollaiava nel giardino godendosi lennesima giornata di caldo sole che settembre ci stava ancora offrendo.

Questo weekend hai impegni? Stasera sono a cena con le mie coinquiline, andiamo a mangiare il sushi in Corso Magenta, vuoi venire?. Accidenti, verrei molto volentieri ma E un locale Ah si Esatto, ti va di raggiungermi dopo cena?. Perch no? E unottima idea Andata affermai appagata. Mentre insieme cincamminavamo verso lingresso delluniversit, sentii il mio nome rimbombare nel corridoio. Di scatto mi girai e vidi Omar correre come un dannato verso di me. Oh no!. Dovevamo vederci per un caff ieri ma gli ho dato buca e come una perfetta maleducata, non gli nemmeno risposto ai suoi innumerevoli messaggi sul cellulare.

Ciao Omar!. Non hai risposto hai miei messaggi e ieri non ti ho visto al Gipsy In. Oddio e ora come glielo spiego?. Non preoccuparti Annu e la salutai. Per risposta lei mi guard in segno di collaborazione e dal suo labiale percepii la frase: E carino!. In quel momento tra me e Omar sistaur un silenzio piuttosto imbarazzante, e guardandolo negli occhi capii che stava attendendo impazientemente una mia risposta.

Possiamo fare un'altra volta? Oggi devo incontrare mia madre in centro e sono gi in ritardo. Il suo viso divent triste. Rimandiamo a settimana prossima? Certo, ma prima dimmi E fantastico Sofia, lo sapevo che sarebbe andato bene. Grazie, ci speravo Stai andando verso la metropolitana?. Anchio, ci andiamo insieme?. In questo modo mi sarei fatta perdonare per le mancate risposte e appuntamenti.

Annuii e insieme ci incamminammo verso la stazione. Come va la tesi? Omar sospir sollevato. Come vorrei aver gi finito anchio.

Hai appena iniziato! Lo so, non fraintendermi Lentusiasmo non ti manca, secondo me potresti farcela ridacchi divertito. Se abitavamo in un altro paese Posso darti solo che ragione, molti miei amici dopo la laurea si sono trasferiti in Australia e hanno trovato subito lavoro, altri invece sono andati a Londra.

Ammiro molto le persone che fanno questo tipo di scelta, unesperienza allestero serve a crescere e piuttosto di stare qui senza lavoro va bene tutto, anche fare il lavapiatti. Aspettammo per pochi minuti la metro; fortunatamente a quellora non era strapiena, e riuscimmo a sederci senza problemi. Quante fermate? Una, mi fermo a Cadorna e cambio con la rossa.

Dove devi incontrare tua madre?. In centro, in via Montenapoleone. Omar sgran gli occhi. Lei s Ti va di pranzare insieme luned?. Ora il caff si ingrandito a un pranzo?. Perch no?. Dopotutto solo un pranzo. In quellistante il treno si ferm annunciando il suo arrivo alla stazione di Cadorna. Buon weekend Sofia. Sorrisi e lo salutai. Anche a te. Dopo aver cambiato metro, arrivai Piazza San Babila e mincamminai verso Corso Giacomo Matteotti e in pochi minuti arrivai a destinazione.

Via Monte Napoleone, considerata una delle zone pi lussuose e uno dei maggiori centri degli acquisti del prt-porter.

Insieme alle sue traverse e parallele via della Spiga, via Sant'Andrea e via Pietro Verri, costituisce il cosiddetto Quadrilatero della moda. Riconobbi subito mia madre davanti alla vetrina di Bottega Veneta. Non perde tempo Mamma la chiamami avvicinandomi. Mi abbracci fortissimo. Sei pronta? Ho gi visto una borsa di pelle nera che mi piace tantissimo.

E una minaccia? Oh la mia gattina.

Amami amami

Come sta Tessa?. Sogghignai divertita. Come al solito quindi. E tu stai bene? Lo so Mia madre inizi a guardarmi con aria sospetta. Ho avuto un incubo. No, niente E ora vedo che lo sei. Oh piccola, mi hai fatto preoccupare sospir sollevata. Ti piace il vestito?

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Me lha portato tuo padre da Singapore disse facendo una piroetta mostrandomi lennesimo mezzo da novanta della sua cabina armadio. Labito in questione era un bellissimo tailleur color prugna, la gonna le arrivava fino al ginocchio donandole lo slancio necessario per sembrare pi alta del solito; il tocco di classe invece erano i suoi decolt color crema firmati Jimmy Choo, che risaltava il suo colorito roseo.

S, molto bello affermai ammirando il suo corpo longilineo. Da dove vogliamo iniziare?

Mmm Sofia No, riprova Che c?. Non ti ricordi quello che ti dicevo quando eri piccola?. Poich i soldi in maggior parte sono i suoi, dobbiamo pensare anche a lui comprandogli un regalino, solo cos ammorbideremo la pillola che dovr ingerire quando vedr la cifra marchiata in rosso il prossimo mese.

Mi ero completamente dimenticata delle tue frasi fatte Non fare cos sciocchina, forza cominciamo!. Entrammo in ogni singolo negozio della via. Mi ero completamente dimenticata di quando mia madre spendesse per i suoi vizi, ovviamente conosceva tutte le commesse dei negozi, lei era la loro cliente pi fidelizzata. Quando mio padre partiva per un viaggio di lavoro mia madre non riusciva a sopportare il pensiero della sua lontananza; in quei giorni, che potevano essere settimane o persino mesi, gli stavo sempre vicino cercando di non fargli mai pensare a niente e a nessuno.

Il Dottor Rossi stava facendo un ottimo lavoro con lei e negli anni era migliorata molto, a volte il trauma che la nostra famiglia aveva subito sembrava superato come se non fosse mai successo.

Dopo solo unora di shopping ero gi stravolta, per non dire sconvolta. Chi me lha fatto fare pensai mentre reggevo i mille sacchetti degli acquisti di mia madre fuori dal negozio Louis Vuitton. Giuro che per Natale le regaler una Smart Box con incluso un personal shopper. Mentre la aspettavo, mi appoggiai al muro adiacente della gioielleria Bulgari. Le mie gambe iniziavano a chiedere compassione e piet per loro cos giovani e in apparenza forti. In ventitr anni non avevano mai fatto sport, come potevano competere con le Olimpiadi dello Shopping organizzate da mia madre?

Fortunatamente usc dal negozio circa venti minuti dopo. Che diavolo successo? E passato troppo poco tempo. Focalizzai la sua figura e notai solo un sacchetto tra le sue mani, quando di solito, ne usciva sempre con tre o quattro. Ti supplico, non dirmi che non ha trovato nulla e dobbiamo andare al negozio in Rinascente!

Questo per te dichiar passandomi un sacchetto marrone confezionato accuratamente. La guardai spalancando gli occhi. Per me?. S, un regalo da parte mia e di tuo padre, diciamo un piccolo incentivo di inizio master.

Afferrai il sacchetto come se stessi impugnando un cristallo da trilioni di euro. Mamma non dovevate. La mia sacca non cos vecchia, un ricordo di nonna Eugenia e ci tengo molto! Non si dice mai di no a una Vuitton, ricordatelo!

Mentre aspettavo mia madre che senza perdere tempo era entrata nellennesimo negozio di scarpe, mi soffermai a guardare la vetrina de latelier Valentino. Sembrava un quadro depoca: pizzo, merletti e stampe antiche avevano incantato la mia vista trasmettendomi passione come il rosso dei vestiti esibiti sui manichini.

Uno in particolare attir la mia attenzione: era un abito rosso in faille senza spalline con corpino a bustier. Un simpatico fiocco tridimensionale era posto sul punto seno donando affinit ed eleganza a un bellissimo decolt non troppo esuberante. La gonna leggermente arricciata arrivava a pochi centimetri sopra il ginocchio e anche a una persona non troppo alta come me non avrebbe tagliato la gamba anzi, lavrebbe accentuata slanciando la figura della persona che lo indossava. Non un caso che Valentino sia denominato Maestro in tutto il mondo.

Senza pensarci troppo entrai, una commessa vestita da un elegante tailleur nero con pantalone lungo e grandissime labbra rosse marcate dal rossetto si avvicin a me e una folata di profumo mintossic le narici facendomi tossire. Oddio ma quanto profumo avr messo?.

Buonasera signorina, come posso aiutarla? Timida arrossii. Quello sul secondo manichino. La commessa and a prenderlo da uno degli espositori interni.

Quando torn da me afferrandolo dalla gruccia e me lo mostr come se fosse un quadro raro e prezioso. E lui ragionai toccando il materiale con cui era fatto. Questo uno dei nostri pezzi migliori della nuova collezione, desidera provarlo?. S affermai decisa. Sofia lo provi ma se ti sta male, non lo compri ok?. Prego continu la commessa accompagnandomi ai camerini. Appena lo provai capii subito che sembrava un abito disegnato apposta per me. Peccato che non assomigliassi a Jackie Kennedy o Michelle Hunziker, senn avrei veramente potuto pensare che Valentino si fosse inspirato a me.

Ma tanto grande è l'Arte quanto breve è la vita! E la praticità è inesistente. Da parte di madre e di fratello, e di tutto, ero dannato in partenza. Di conseguenza, dunque, la pena che allora non potevo mancare di farle, la rese magra al punto che la fede che in tempi migliori le avevo infilato al dito cadeva ogni momento, prova celeste questa che E poi aveva un'aria di moritura!

Ora, è risaputo che la verginità delle spalle per me è tutto, su questo io non transigo. E poi, con tutto il celeste dei suoi sguardi alzati, non era diversa dalle altre. Avevo le mie buone ragioni per essere deluso. No, parole parole parole! La personalità divina, ma che idea! Quando si dice fabbricare una personalità. E il suo profilo, qui del resto sta il metro per valutare la bellezza della donna, non ricordava il profilo di nessun animale, dal bull-dog alla gazzella.

Ma che nell'intimità io abbia colto in lei una sfumatura canina. Insomma, era una santa in gonnella.

Sarebbe stato un guaio che invecchiasse. Amante di Fortebraccio poi! Ah, Ofelia, come non eri nata per essermi compagna! L'ho aiutata ad appassirsi e la Fatalità ha fatto il resto. Ofelia, Ofelia Il tuo bel corpo sullo stagno, Tanti giunchi galleggianti In preda alla mia rancida follia La cerimonia volge al termine una volta per sempre! Si sentono risuonare sulla bara le palate di terriccio, ahi!

Orsù: dieci anni della mia vita per risuscitarla! Dio non fiata! Vuol dire che non c'è un Dio o che non mi restano neppure dieci anni di vita. La prima ipotesi, naturalmente, mi sembra la più vitale. Amleto, uomo d'azione, lascia il suo nascondiglio solo, beninteso, dopo essersi accertato che quell'animale di Laerte se n'è andato con tutta l'onorata compagnia. Ho dell'infinito in cartellone. Cala la notte, è tempo d'agire! Amleto ricalca la via del Castello senza lasciarsi troppo prendere dalla quotidianità notturna delle grandi strade.

Per prima cosa sale sulla torre a posare quel cranio, ninnolo solenne. Resta un istante, coi gomiti appoggiati alla finestra, a contemplare la bella luna piena d'oro che si specchia nel mare calmo dove serpeggia una colonna franta di nero velluto e d'oro liquido, magica e senza scopo.

Riflessi su di un'acqua malinconica Amleto rientra in camera sua brancolando febbrilmente. Begli occhi di Ofelia, malgrado tutto inviolati proprio perché inaddomesticabili, addio!

Si fa tardi, è tempo d'agire. Rimandiamo baci e teorie. Amleto scende a vedere come va il suo dramma. Un corridoio dove normalmente si conservano i cibi pei gran balli di gala è stato diviso in tante piccole stanze per servire da camerini agli attori.

Amleto, senza pensarci troppo, spinge con dolcezza la porta di uno di quei camerini e entra. Ma resta sulla soglia: e chi ti vede là tra i bauli sfatti, piangente come una Maddalena scossa dagli ultimi singhiozzi di una crisi? Dolcemente e con destrezza Amleto si chiude la porta alle spalle e s'approssima alla nuova storia. Che cosa c'è? La bella Kate non sembra poi tanto commossa dalla presenza di sua Altezza.

Resta ancora a lungo prostrata nella superiorità delle sue lacrime, nella superiorità della sua infanzia ritrovata. Ma dato che prima o poi bisogna sempre arrivare al dunque, essa si alza e senz'altro segno d'interessamento per sua Altezza che di voltargli le spalle, riprende a aggiustare, qua e là nel disordine, il suo costume di regina di una sera lottando irritata contro i nodi dei lacci in un residuo di lacrime. Oh certo, se gli parla, se gli parla sfiorando l'amletismo senza immergervisi, Amleto è perduto!

Perduto e vinto! E la prende con dolcezza per la vita. Ed ecco che la bella Kate lo fissa immortalmente, poi si lascia andare affondando il viso nel petto del casto principe e riprende a singhiozzare, a piangere tutte le sue lacrime su quel giubbetto di velluto nero dove Ofelia ne ha versate, e come, il mese scorso. Amleto si sente in dovere di picchiettare la sua nuca di baci calmanti e no, e intanto le liscia le ciocche dei capelli. Ci vorrebbe la penna di Amleto per ammannirvi il sentimento della bellezza di Kate.

Poi si viene a sapere che vive come tutte le altre, o sposata o sola o qua e là.

E ci si meraviglia che non sia la tale famosa, oppressa da drammi internazionali nonostante i suoi venticinque anni e una cert'aria di mostro che ha sempre fatto un buon sonno il giorno prima.

E Kate, che ha discretamente passeggiato, ha passeggiato tutt'altro che in modo epico. Miseria se ha passeggiato! O cittadine di provincia, paralumi accesi, sudici interrnediari, sbattere di porte!

O miseria, o occasioni! Non sa niente, e a Amleto non resta altro che andare su e giù con la smorfia caritatevole e ghiotta delle sue labbra adolescenziali, lungo la pelle delicatamente risciacquata delle caste spalle scosse dal dispiacere, e rivelarsi creatura, creatura senza parole.

Per prima cosa: tabula rasa, e da stasera! Dovete dire.

Si fa presto a dire... Brusco

Andiamo, proprio a me E siccome la parola gli muore tra le spalle nude nel su e giù delle sue guance, Kate lo guarda in faccia, abbassa gli occhi, stira le braccia, poi dice con voce strascicata e con un fare annoiato: - Bene, ecco! A quante sublimi eroine ho dato vita sulla scena lo sa solo Dio! Ma quando ho letto il mio ruolo con le scene dell'infanzia e del primo fidanzamento in quella specie di lavoro che avete scritto, oh!

Ma come dovete avergliele cantate anche! Insomma, ecco, è molto semplice Se voi sapeste che cuore grande che ho! Domani mollo tutto, torno a Calais e mi faccio monaca per consacrarmi ai poveri feriti della guerra dei Centanni. È il suo battesimo di poeta! E eccolo che assilla di spiegazioni la povera Kate, e si fa indicare i passi più insignificanti, per rispecchiarsi con cosmico cuore in quegli occhi esperti che il suo genio va dilatando di gloria.

E che per strada mi guarderebbero passare sorpresi del mio portamento triste? E che c'è chi si ucciderebbe di fronte all'enigma della mia vita?

O Kate, tu sapessi! Questo dramma, non è niente, l'ho concepito e riscritto in mezzo a ripugnanti preoccupazioni domestiche. Ma ne ho pieni i cassetti lassù, di drammi e di poemi, di fantasmagorie e di metafisiche, inauditi, folgoranti o portatori di morte lenta! Kate comincia di nuovo a piangere in silenzio. Bussano alla porta. Vi amo! So che mi darete ragione di questa immensità. È il direttore di scena; di sfuggita Amleto gli intima: - E, naturalmente, mi raccomando il segreto!

Questo dramma non è mio. Ma uno dei tanti del vostro repertorio. Dateci dentro. Ho il mio piano, io.

Sono cose che arrivano quando meno te l'aspetti. A me la vita e il resto, e i più che gloriosi pessimismi! Amleto si veste pesante; sistema delle acqueforti che ammucchia con dei manoscritti, dell'oro e dei preziosi dentro due cofanetti. Sceglie alcune armi maneggevoli. Poi accende uno scaldino, vi posa sopra un rame da incisione su cui adagia le due statuette di cera dal cuore trafitto infantilmente da un ago, e le due statuette liquefano presto, unendosi teneramente in un magma ripugnante.

Abbruttisce troppo. Fortebraccio di Norvegia mi direbbe che questo è il miglior partito da prendere. E sia; tutto bene. I morti sono morti. E Parigi! Sono certo che recita come un angelo, come un mostro. Faremo sensazione. Avremo dei curiosi nomi di battaglia. Per un attimo Amleto cerca un curioso nome di battaglia; macché!

Già domani, domenica, che le ragazze di Elsinore staranno come sempre a messa e ai vespri, già domani a quest'ora essi saranno lontano, malinconicamente lontano dai bastioni di Elsinore!


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