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Uni 11071 scarico condensa

Posted on Author Dagis Posted in Sistema

Scarico condense: istruzioni per un corretto smaltimento per lo scarico delle condense (sostituisce la UNI /). (lo scarico di condensa va miscelato ai reflui domestici prima dell'immissione nella rete fognaria). UNI la norma sostituisce la UNI L'impianto di scarico della condensa deve essere dimensionato ed installato in. Da norma UNI / tutte le caldaie a condensazione devono essere collegate ad uno scarico della condensa residua di combustione. Parte 5 – Sistemi per lo scarico delle condense (sostituisce la UNI /). Soluzione a mio avviso 1)coibentare il tubo di scarico della condensa 2)​proteggere la caldaia con un armadietto coibentato e in ferro zincato.

Nome: uni 11071 scarico condensa
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FAQ 1 Posso mantenere il generatore di calore in funzione per 24 ore consecutive? Il primo passo ottimale sarebbe quindi quello di far redigere da tecnici specializzati una diagnosi energetica comprensiva delle proposte di miglioramento energetico, complete di analisi dei costi e dei risparmi.

Secondo quanto stabilito dal Codice Civile, poichè la canna fumaria rappresenta una parte comune dell'edificio, il procedimento in corso deve coinvolgere l'amministratore del condominio per la corretta risoluzione del problema in oggetto. Pertanto una comunicazione di richiesta di messa a norma dovrà essere inviata a tutti i soggetti interessati, ciascuno per le proprie spettanze.

Si ricorda che le canne fumarie sono progettate per consentire lo scarico dei prodotti della combustione di apparecchi tutti dello stesso tipo, pertanto non è consentito l'utilizzo della canna fumaria progettata per caldaie di tipo B da una caldaia a condensazione.

Si rammenta tuttavia che, ai sensi del d. Pertanto, a livello normativo nulla vieta lo scarico delle condense all'interno del pluviale condominiale.

È bene osservare che tale possibilità, seppure prevista dalle norme, resta comunque basata su un approccio pressoché empirico, essendo la quantità di condensa prodotta proporzionale alla potenzialità dei generatori e all'utilizzazione degli stessi; ma tali fattori non sono correlati in maniera semplice alla produzione di acque basiche contenenti saponi e detergenti. In particolare, il limite superiore di potenza, a partire da quale le norme invitano a valutare significativamente la possibilità di utilizzazione di un passivatore, è di kW; l'ambiguità, nella gestione degli impianti, sorge poiché anche in tal caso non è comunque esclusa la possibilità di neutralizzazione con gli scarichi saponati e con detergenti di uso quotidiano.

Anche in ambito europeo, se non si considerano impianti di potenze particolarmente elevate, maggiori di kW, non sono indicate in maniera univoca le direttive da seguire, essendo le procedure di calcolo indicate spesso affette da incertezza, come la correlazione esistente tra la potenza dell'impianto e la produzione di acque basiche; inoltre in ambito europeo l'incertezza si amplifica anche nei confronti del limite inferiore di potenza, al di sotto del quale non è obbligatorio l'utilizzo di un neutralizzatore, limite che si riduce a 25 kW contro i 35 kW vigenti i Italia.

Questo tipo di caldaie ha una resa elevata e la temperatura dei fumi in uscita è molto più bassa rispetto alla caldaie tradizionali.

Il principio di funzionamento consiste nel raffreddare i gas di scarico fino al punto di condensazione, chiamato anche punto di rugiada, del vapore acque contenuto nei gas di scarico. Questa fenomeno di condensa porta a generare acqua che risulta acida e che va adeguatamente smaltita prima di essere scaricata nella rete fognaria.

Per impianti termici a condensazione con potenze minori di 35 kW è stata pubblicata la norma UNI Impianti a gas per uso domestico asserviti ad apparecchi a condensazione e affini. Criteri progettazione, l'installazione, la messa in servizio e la manutenzione. Nel nostro caso condensazione significa sfruttare il calore contenuto nel vapore acqueo dell'aria calda dei fumi per trasformarlo in energia calorica, ricavandone acqua e energia.

Un tipico fenomeno di condensazione è quello che si verifica in estate quando si tira fuori una bottiglia di acqua fredda dal frigo. L'aria calda e umida dell'ambiente circostante si condensa tutto intorno alla bottiglia fredda rendendola bagnata. Un altro fenomeno simile è quello che si verifica in inverno in casa, di solito in cucina, quando l'aria calda e umida prodotta da un minestrone che cuoce sul fuoco, viene a contatto con i vetri freddi delle finestre dove si condensa formando tante gocce di acqua sui vetri fino a renderli bagnati.

Alla base del principio di condensazione c'è il calore latente del vapore. Il calore latente è la quantità di calore o di energia che occorre fornire o sottrarre all'unità di massa di una certa sostanza acqua per esempio per farla cambiare di stato fisico.

Il principio di funzionamento consiste nel raffreddare i gas di scarico fino al punto di condensazione, chiamato anche punto di rugiada, del vapore acque contenuto nei gas di scarico. Questa fenomeno di condensa porta a generare acqua che risulta acida e che va adeguatamente smaltita prima di essere scaricata nella rete fognaria.

Per impianti termici a condensazione con potenze minori di 35 kW è stata pubblicata la norma UNI Impianti a gas per uso domestico asserviti ad apparecchi a condensazione e affini.


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