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Caldaia a condensazione scarico acido

Posted on Author Golabar Posted in Musica

Tutte le caldaie a condensazione devono essere collegate ad uno scarico della condensa residua di combustione, in accordo con la norma. Per via della normativa sull'efficienza energetica ormai in commercio sono presenti solo caldaie a condensazione. Oltre ad alcuni limiti riguardo lo scarico dei. La caldaia che ho appena installato scarica la condensa nel pluviale nelle condutture un deposito con proprietà tampone rispetto agli acidi. NT1 protegge il sistema di scarico dalla corrosione, problematica in rapida diffusione, trasformando il pH della condensa di caldaia da acido ad.

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Per via della normativa sull'efficienza energetica ormai in commercio sono presenti solo caldaie a condensazione.

Oltre ad alcuni limiti riguardo lo scarico dei fumi esiste un altro aspetto da non sottovalutare Per evitare situazioni spiacevoli e trovarti a dover spendere ulteriori soldi per risolvere dei guasti, oggi vogliamo raccontarti quello che è successo con un nostro vero cliente, il Sig.

Presti, che ha dovuto fare una bella riparazione al suo impianto per aver trascurato l'aspetto dello scarico della condensa della sua caldaia. Il nostro cliente Sig.

Qualche numero per capire quanto è efficace questa miscelazione: una caldaia a metano a condensazione da 24 chilowatt di potenza termica, funzionando per 8 ore in continuo, produrrebbe in condizioni ideali 30 litri di acqua di condensa, da compararsi con una produzione media giornaliera di refluo domestico di circa litri al giorno pro capite! Queste pompe, dovendo stare in ambienti domestici, sono appositamente studiate per avere un ingombro ridotto e una bassa rumorosità quando entrano in funzione.

Abbiamo già detto che la caratteristica principale della caldaia a condensazione è quella di raffreddare quanto più possibile i fumi di scarico e questo di per se già implica un elevato recupero di calore, più alto rispetto a quello della vecchia caldaia tradizionale, senza dover pensare alla condensazione.

A questo punto starai pensando E invece NO! Quello che vedete è un raccordo di acciaio che è stato utilizzato per smaltire l'acqua di condensa sull'impianto del Sig. Presti dopo nemmeno un'anno di utilizzo dell'apparecchio. Come potete vedere il raccordo è stato completamente consumato dall'acqua di condensa acida che lo ha bucato causando perdite di acqua e macchie sulle superfici intorno al raccordo.

In particolare, il limite superiore di potenza, a partire da quale le norme invitano a valutare significativamente la possibilità di utilizzazione di un passivatore, è di kW; l'ambiguità, nella gestione degli impianti, sorge poiché anche in tal caso non è comunque esclusa la possibilità di neutralizzazione con gli scarichi saponati e con detergenti di uso quotidiano.

Anche in ambito europeo, se non si considerano impianti di potenze particolarmente elevate, maggiori di kW, non sono indicate in maniera univoca le direttive da seguire, essendo le procedure di calcolo indicate spesso affette da incertezza, come la correlazione esistente tra la potenza dell'impianto e la produzione di acque basiche; inoltre in ambito europeo l'incertezza si amplifica anche nei confronti del limite inferiore di potenza, al di sotto del quale non è obbligatorio l'utilizzo di un neutralizzatore, limite che si riduce a 25 kW contro i 35 kW vigenti i Italia.

Il neutralizzatore, o passivatore per la neutralizzazione della condensa è, generalmente, un filtro a carbone attivo, comunque di tipo basico e spesso in Italia di origine dolomitica realizzato cioè a base di carbonato di calcio, in grado di trattenere gli ioni responsabili dell'acidità della condensa.


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